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Google Plus e SEO: davvero la fine di un’era?

Google+

Che direzione sta prendendo Google? Vale ancora la pena sbattersi per ottimizzare un sito seguendo le regole basilari della SEO che fino  a ieri sono andate bene? Nel mio piccolo voglio provare ad analizzare la questione dal mio punto di vista, portando come esempio proprio MentaForte.

Una premessa

Una premessa devo comunque farla: la mia esperienza in merito è molto limitata; MentaForte è attivo solo da un mese e mezzo e ancora annaspa nel semi-anonimato. Nonostante ciò, alcune indicazioni le ho avute e credo di essermi fatto un’idea della direzione che sta prendendo Google nel posizionare le pagine nella SERP.

Scrivendo gli articoli per il blog, nel mio piccolo ho cercato sin da subito di seguire le regole basilari della SEO: permalink brevi e attinenti alle keyword, utilizzo ottimale dei tag <Hn>, densità della keyword, Meta description e quant’altro suggeritomi dal plugin WordPress SEO di Yoast. In un mesetto qualche discreto risultato l’ho ottenuto: niente di trascendentale, sia chiaro, ma i risultati mi indicano che sto facendo le cose per bene.

Esempi concreti

Prendiamo ad esempio l’articolo Come velocizzare WordPress con W3 Total Cache. Le parole chiave per le quali ho provato ad ottimizzare sono “Velocizzare WordPress con W3 Total Cache“. Dopo un mese (è datato 21 Gennaio 2014) l’articolo ha raggiunto la prima pagina di Google, posizionandosi in una dignitosissima posizione 9.

Nel frattempo ho iniziato a pubblicare gli aggiornamenti di MentaForte anche su Twitter, Facebook e Google+. In particolare, ho cominciato ad utilizzare BufferApp per publicare contemporaneamente sui tre social di cui sopra.

E qui sono arrivate le prime sorprese!

Se Facebook e Twitter mi hanno portato alcuni contatti diretti, ma nessun miglioramento, diretto o indiretto, nella SERP, con Google+ è succesto questo: un collegamento all’articolo Come velocizzare WordPress con W3 Total Cache è stato pubblicato per la prima volta su Google+ il giorno 13 Febbraio 2014; ieri vado a controllare i risultati per le parole chiave dell’articolo e – sorpresa! – in seconda posizione cosa c’è? Il link all’articolo da Google+, tra l’altro un repost del 23 Febbraio!

Poi mi è venuto un dubbio. E se i risultati fossero legati all’account con cui si è loggati in Google? Effettuato il logout dal mio account, ripeto la ricerca e, infatti, la pagina su Google+ sparisce dalla prima pagina, mentre l’articolo su MentaForte è in settima posizione.

Quindi, ricapitolando: se la ricerca viene effettuata da un utente loggato nel suo account di Google, allora verranno mostrati prima i risultati più attinenti tra le pagine nelle sue cerchie. Effettuando la stessa ricerca da non loggato, si otterranno risultati “al netto” di Google+.

…e quindi?

Alla luce di quanto sopra mi pare scontata una considerazione: fare soltanto SEO non è più sufficiente. Posso avere la pagina più ottimizzata del mondo, ma se il mio utente target ha nelle cerchie di Google+ un mio competitor che ha deciso di investire su Google+ invece che sulla SEO pura e semplice, la mia pagina iperottimizzata scalerà inesorabilmente in basso nella SERP.

Allora la risposta è obbligata: Google Plus e SEO.

Probabilmente sarà opportuno ripensare le strategie di SEO e adattarle alla nuova situazione, sfruttando i risultati di Google Plus per ottenere due effetti: inserire nelle prime posizioni della SERP  un link al nostro sito e, allo stesso tempo, far scalare più in basso le pagine dei competitors. Bello, no? 🙂

E tu cosa ne pensi? Hai già deciso come impostare la tua strategia su Google Plus? Fammelo sapere lasciando un commento qui sotto e, se l’articolo (non) ti è piaciuto, condividilo!


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